Apre a Palermo il Centro Internazionale di Fotografia diretto da Letizia Battaglia.

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22/11/2017   15:21

Dopo anni di attesa, viene inaugurato ai Cantieri Culturali alla Zisa il centro dedicato allo studio e alla promozione della fotografia diretto della grande fotoreporter palermitana. Con ben tre mostre di artisti nazionali e internazionali. “Oggi il sogno si avvera. E si può dire che oggi a Palermo si può essere pure felici. E io a Palermo sono felice”. Con queste parole Letizia Battaglia (Palermo, 1935) commenta l’apertura del Centro Internazionale di Fotografia a Palermo, presentato il 16 novembre scorso in conferenza stampa a Palazzo Ziino. Il Centro, diretto dalla grande fotoreporter, sorge all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa, e inaugura le sue attività con ben tre mostre che coinvolgono fotografi siciliani e internazionali.

“Potrebbe sembrare esagerato, ma la nascita del Centro rappresenta la realizzazione del sogno di questi ultimi 40 anni”, racconta ad Artribune Letizia Battaglia. “Io amo molto lavorare con gli altri e oggi, all’età di 82 anni, come artista e fotografa, sono arrivata a non voler più guardare le mie foto perché sono più interessata ad accogliere e sostenere il pensiero – non solo fotografico – degli altri, giovani e meno giovani. È un sogno che si realizza, ancora più ambizioso rispetto all’avere successo personale. È un sogno collettivo. Io considero il Centro come una piccola ‘cattedrale’: è meraviglioso, sembra di essere a Berlino, Tokyo o New York. E sapere che questa ‘cattedrale’ si trovi a Palermo mi rende felice”.
 

Il Centro inaugura con ben tre mostre aperte al pubblico a partire dal prossimo 25 novembre. Fotografi per Palermo raccoglie gli oltre 150 scatti donati al Centro Internazionale da fotografi siciliani e nazionali e che sono esposte, per la prima volta, nel contesto per le quali furono pensate. Storie di emigrazioni e di immigrazioni raccontate da fotografi italiani è la collettiva curata da Kitti Bolognesi, Giovanna Calvenzi e Marta Posani, e presenta le opere di 36 autori che dall’immediato dopoguerra a oggi hanno documentato il fenomeno della migrazione. L’itinerario espositivo racconta le migrazioni interne del dopoguerra, i primi arrivi dall’Albania, i drammi dei barconi che attraversano il Mediterraneo. La terza mostra è The Leopard, la personale dell’artista britannico Isaac Julien curata da Paolo Falcone e realizzata in collaborazione con la Fondazione Sambuca. Il titolo della mostra prende le mosse dall’opera The Leopard, realizzata da Julien nel 2007 e facente parte della serie Western Union: Small Boats, che vede l’artista lavorare tra Palermo, Sciacca, Lampedusa e Scopello. Flussi migratori, sincretismi culturali e sensibilità per gli avvenimenti legati all’attualità sono la cifra dell’invito di Isaac Julien a Palermo.


Gianni Alfonsi